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XV.Lucidità e autostima

Disegna una carezza

dove il tuo viso gioca

con la mente serena.

 

Frena le tue braccia

dal rompere ciò che è intorno:

distruggere non costruisce.

 

Lascia che ciò che fa schifo

frani nello squallore: guarda,

ma stanne passi indietro.

 

Trova te dove tu già sei: in te!

Tutto il resto è altro, scorre intorno

ma se mosso da gente insulsa,

perché dovresti preoccupartene?

 

Lascia invece che la vita ti pervada,

ti invada, quindi gioca contro le sfide

troppo gravose, se non son tue.

 

Guardati allo specchio: che vedi?

Un viso che rispecchia il tuo nell’essere.

Nel riflesso aspetta: chi vedi?

XVI. Una città con te

Guardo nella città

come se in ogni spazio

tu ci fossi, sempre.

 

Illusione della mente

che vaga trovando

luoghi fatui tra la gente.

 

E tu ricordata viva, vera

diventi immagine eterea,

ma sincera: è amore, o era.

XVII. Il tuo autunno

Alberi intorno respirano

e ti attendono. Ciò che ancora

la terra non ha fatto crescere

sottoterra freme per spuntare:

forse aspetta che tu lo chiami.

 

E tu che pensavi di non poter niente

magari hai una briciola di spinta a creare

se non ricchi tesori, piccole magie

della vita. Tu non vedi ciò che fai

perché è chi ti vede che se n’accorge!

 

Splendi, col tuo passo femminile,

vai dove devi; ma non scordare

che nel freddo autunno non tutto è triste

come la pioggia quando non voluta

ci serra nelle case, soli. Pure allora

la tua guancia è calda: quel calore sei.

Quando arrivi, tutto resta com’è,

tranne che per me: quando ci sei,

infatti, vedo cose bellissime

ma passeggere e irreali.

 

Niente però è bello come stare insieme.

 

Ecco perché tace il mondo, quando

non ci sei. Perché il tuo valore

si sente, quando nessun l’aspetta,

quando si alza sguardo dove tu sei.

XVIII.Percorsi

Inizia il tuo viaggio
ogni giorno; che sian sempre più
fatti da ventiquattro ore
di vita buona e sonno ristoratore.

Come erano i tuoi giorni, prima?
So così poco di te, che ti amo
senza quasi conoscerti, e non è strano.

Se sentieri ti si aprono dove non camminerò,
percorrili col tuo passo lieve
mentre le ore ci chiamano ad arrivi
inattesi, e ci spingono a false partenze.

XIX.Una notte d’estate

Guarda che la notte non aspetta
che t’alzi per riparare a paure
nella sera; ti attende tempestiva
per un abbraccio assonnato.

Le lenzuola ti carezzano fedeli
riproducendo il bel gesto
della mia mano che delineava
i contorni del tuo viso lunare.

Sorridevi senza farmi pesare
d’esser stanca, offrendomi
sorriso, ironia e nascente brio.

Che pace migliore avrei voluto
e quante ore in più; sebbene tante,
furono poche; c’eri, e pare incredibile.

XX. L’alba

Ci sei nel ricordo
come anima fugace
che notturna e lenta
all’alba corre via.

Hai tu percorso le nostre ore
senza riposo
senza curarti che di me.

Grazie fortuna che mi ha dato
di averti, per quel tempo che
è stato; torni, prepotentemente.
.
XXI. Invenzione

A me pare ridente il cuore,
quando l’amore tremante
si agita, mentre non parli.

Noi siamo pari in questo
gioco fragile, se pure son
i miei occhi a aver rapito
il tuo respiro.

Dentro echeggian equilibri
di valore; tu ci rinventasti.

XXII. Festa triste

Le parole mi stancano
mentre aspetto ancora non so che cosa.
A sorprendermi,
il ciuffo di capelli ordinato
che resiste agli assalti della mia mano;
quasi a dirmi della tua ferma risolutezza
nel restare te stessa, se pure folle
ma mai mia in modo da annullarti.

Rimpiango mille parole non dette,
perché se ne scrivo non so se le leggeresti.
Se puoi, dimentica gli sbagli, pochi credo,
dettati dalla fretta di confessarti
ciò che chiaro al cuore all’evidenza
della ragione spodestata non fu tanto presto
capito; mentre sul cielo dipingi l’aurora.

XXIII. Compromessi

Se domani dimenticherai che ti ho incontrata
sulle dune del tuo rimorso
nel deserto della mia nostalgia

Non puoi chiedermi di esser felice
dentro sabbia rovente

Né ancora riposa mesta
alcuna parte perdente di me
che io abbia deposto, già sconfitta.

XXIV.Senza confronti

Molte volte devo averti cercata
nei volti degli altri
che scansavo per il loro
non essere te.

Molte altre devo aver pensato
di avere amato. Eppure nessuna altra
ha nel mio cuore vivo il sapore nuovo
della tua vibrante eccentricità.

Non credo ai miei occhi
che io non abbia saputo sollevarti.

XXV.Se tu sei

Ogni volta che ti penso
vorrei creare sul tuo viso
dove mi persi
un linguaggio nuovo,
importante, romantico,
volando con te nella notte.

Se sei un amore unico
è perché è con te
che sorrido, nei tuoi occhi.

XXVI. Distanze

Ti dedico ogni mio giorno,
ogni mia notte,
perché mi hai tratto da un teatro
nel buio, dove inoperoso
ero disceso a separarmi da me.

E io (sì, io)
che altro posso dire
se non che ogni volta che grida
il cuore, è una parte di te che fugge?

XXVII. La rosa

La tua pelle è una sfida;
rapita,riposati.

Se il cuore ha ricordo d’amore
di una cosa attendi ancora
che io decida: una cosa
ch’è come una rosa,
rossa come fuoco passionale
pungente come dolore
floreale come tu che vivi.

XXVIII. Uno e uno, due

Osservo come io riesca a sentire

che tu sia tutta vita

mentre altri paiono non notarti.

 

Nuoto, in quella parte del tuo io

dove un generoso sole asciuga

i tuoi capelli, al moto ondivago

delle mie parole importune.

 

Tu sei come pianura,

io come una montagna.

Ti vedo, ti tocco, ti esploro.

 

C’è sempre qualcosa da ricavare

tra uno e l’altro.

XXIX. Nata

Devi essere nata in un giorno di pioggia,
mentre piangeva il cielo gelido.

Devi avermi dato vita già allora,
ma non lo sapevo.

Sei nata forse su mia richiesta,
in modi e tempi prodigiosi
quali quelli in cui si costruisce
dal nulla un meraviglioso dono.

Devi esser nata da un potere irraggiungibile;
e ora ritorni inseguita, delusa, appena sfiorata
dal mio amore. Se mi hai sconfitto,
spero non sia perché nata sotto stella funesta.

XXX. Se ci videro

Se un giorno qualcuno dirà d’averci visti
amarci, non tradirà un nostro segreto.
Fuori ancora è assurdo che quel che sia,
sia infelicità. Vano tutto, impossibile
che quel che sia amore un orgoglio abbia
mutata in una sola esperienza.

Ti è sembrato mai che io non ti abbia
fatto parlare? È che la tua voce
arrivava a tratti a farsi udire; mutavi pretese,
schivavi sguardi, proferivi pareri perentori.

Simile al cielo è l’orizzonte del tuo cammino,
vasto ma contenuto entro limiti che non si vedono.Quando ti ho conosciuta
ho percorso in un giorno gli anni della tua vita,
ma senza afferrarli.Il guizzo è bastato però
a dare vita al pulsare di fremiti che disegnano tracce e solchi dentro tumulto di tempesta.

È con questi ghirigori che hai dipinto
movimenti sani, hai fatto correre
decisioni, desideri e contrasti; se ci videro,
fu per poco; che importa?

Ma tu non vuoi mostrare il tuo viso al mondo,
le tue parole a tutti, la tua persona
a chi non ti capisce. E non per un pudore
che ti arrossisca, né per tender tranello.
È che tu sola tieni le chiavi del tuo unico potere: aprire la tua unica porta, o tenerla serrata. Ma se ci videro, non m’importava.

XXXI. Senza titolo

E mi stacco da te,
per lasciare il mio cuore scoppiare.
È un uomo speciale se continua
a corteggiare?

Fa fede un tuo sguardo,
a dir più di tutto.

XXXII. Intesa

Sentimentale è il credere
che tu sia complicata,
ma non è che tutti i giorni
ci siamo incontrati.

Di te ho visto poco,
ma è certo che siamo entrambi
due pezzi caduti dal cielo
di polveri cosmiche ancestrali
ricche di elementi chimici spaziali;
siamo due parti del cosmo,
piccole, insignificanti; un niente.

Ma nel nostro sguardo breve,
scintille eterne di vita in un balenìo
si toccarono senza contrasto.

XXXIII. Ritornare

Col cuore sempre colmo di frasi allegre,
ti renderei sempre fiera?
A volte alloggio in una parte di te,
lo ammetto, e non ne ho il permesso.

Ma sulle rive del torrente che dalla tua testa
discende sul delta della tua ribelle
impazienza, mi sono seduto paziente,
ho gridato e pianto inascoltato
ho bussato alle porte del tuo cuore
assente, finché non sono stato niente.

È allora che ho pensato di esserci sempre,
anche senza di te; ma non mi è piaciuto;
così son tornato dove ero qualcuno,
nella casa e nella città che m’han cresciuto.
E tu pure: così nei pensieri ci guarderemo.

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FilippoArmaioli

Scrivo su Alidicarta e Owntale.

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