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DUE STRANE GEMELLE

Questa volta mi piace parlare di una storiella accaduta da qualche parte, strana quanto si voglia, ma che può essere narrata con parole semplici, d’uso comune e non volgari. Eccola.

Papà, mamma e due figliolette, una famiglia come tante, ma con una strana singolarità, concentrata nelle due figlie, nate gemelle e apparse identiche sin dall’uscita dalla sala parto dopo la pulizia e la vestizione. Uguali naturalmente anche gli abitini iniziali, così scelti dai genitori per non fare differenze già dalla nascita. Le due bambine si mostrarono subito precocemente intelligenti e, appena riuscirono a star dritte da sole, per i genitori cominciarono i guai. Sembrava a tutti, genitori, amici e parenti, che fossero venute al mondo per farsi gioco di chiunque entrava nella loro influenza. Esse non mancavano di furbizia e di cattiveria, la loro perfida specialità era quella di speculare sull’assoluta somiglianza, oltremodo favorita dall’identità dell’abbigliamento che pretendevano sempre uguale man mano che andavano avanti negli anni. Già dai primi giorni di scuola, si mostravano bravissime e senza rivali nella loro classe, ma i loro scherzi erano sempre subdoli, insidiosi e raffinati e lasciavano le vittime senza respiro. Erano insomma delle bambine con intensi ardori giovanili che, tuttavia, secondo quanto speravano i genitori, si sarebbero attenuati nel tempo.

All’età di dieci anni sembravano già delle signorinelle in grado di attirare l’interesse dei maschietti più grandi di loro, ed erano ancora assolutamente uguali nel viso, nel tono della voce, nel modo di camminare fino ai vestiti, alle scarpe e alle cartelle per la scuola. Per strada qualcuno, nel fissarle con stupore, finiva spesso per distrarsi e incespicare su una sporgenza del terreno o per spiaccicarsi contro un palo e, purtroppo, episodi come questi finirono per far credere che le due ragazze non fossero normali e che avessero, invece, strani poteri oltre natura. Le complicazioni conseguenti furono disastrose, tanto che si attribuiva al loro triste influsso, qualunque cosa succedeva in paese che non trovava immediata giustificazione. I genitori erano costernati perché non riuscivano, neanche essi, ad avere alcun dominio sulle due creature e finirono, anche loro, per credere che le ragazze fossero preda del demonio o d’altro essere misterioso.

Il suggello definitivo su queste incredibili follie lo mise un ultra novantenne del paese che tirò fuori dal cappello una storia che gli era venuta in mente proprio a proposito delle due ragazze. Quando aveva vent’anni, disse il vecchietto, per il paese circolavano due donne bellissime, identiche tra di loro nell’aspetto e nell’abbigliamento. Erano il terrore di tutti a causa del loro atteggiamento ambiguo e della scia di disastri che si lasciavano dietro. Poi avvenne il fattaccio, che ora ricordava come se fosse avvenuto il giorno precedente, alcuni facinorosi prepararono una grossa catasta di rami secchi e gettarono le due donne tra le fiamme mentre esse gridavano che si sarebbero reincarnate appena avrebbero  trovato due neonate gemelle in tutto simili tra di loro. Come aveva fatto a non pensarci prima, aggiunse lui, che fingeva di dannarsi per non aver rammentato questa storia quando si poteva ancora intervenire nell’educazione delle ragazze. E in paese la storia della reincarnazione calò giù come un sasso nello stagno e, a questo punto, le due ragazze si levarono dalla circolazione e si chiusero in casa per non finire pure loro in qualche rogo. Tuttavia continuarono gli studi da privatiste e si recavano agli esami scortate dalla polizia. Venne anche il momento della laurea, naturalmente nello stesso giorno e nella stessa ora per tutte e due e, nell’aula magna dell’università, c’erano tutti i ragazzi del paese, affluiti per pura curiosità, ciascuno passato sotto accurata perquisizione. Le ragazze, dopo i riti previsti dal protocollo di laurea, e incassata la dichiarazione d’uso, naturalmente col massimo dei voti, si voltarono sorridendo verso il pubblico. Erano vestite ciascuna a gusto suo, avevano i capelli biondissimi, lunghi e arricciati, ed erano un vero spettacolo di bellezza, da far vibrare i cuori dei presenti. Erano garbate e gentili con tutti, non c’era in loro alcuna delle stranezze e delle diavolerie che si erano viste attribuire, e ispiravano soltanto ammirazione. Ma il colpo di scena non poteva mancare e non mancò. Le ragazze si fecero largo lentamente e andarono verso due ragazzi che si erano tenuti in disparte, e li abbracciarono lungamente, piangendo per la commozione. Quei due ragazzi, intelligenti e senza scorie di fantasticherie, si erano fatti avanti alcuni mesi addietro senza alcun timore. Meditarono a lungo come presentarsi alla gente e decisero che il giorno della laurea delle ragazze sarebbe stato quello opportuno.

Qui finisce la storia accaduta qualche tempo fa e da qualche parte.

 

 

 

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Vecchietto

Scrivo per essere sicuro di vivere

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11 Comments

    1. Vecchietto
      Vecchietto

      Grazie anzitutto. Per i miei racconti mi pongo sempre un tema e poi mi diverto a inventarci sopra qualcosa. Qui il tema evidente è quello dell’educazione dei figli, che spesso deve essere attenta nella misura in cui i figli possano essere particolarmente dotati. E’ il caso fantasioso di due intelligenti gemelle e di due imbecilli genitori.

  1. Alcano
    Alcano

    Semplice e diretto…politicamente corretto verrebbe da dire…in grado di smascherare con semplici parole l’alone di pregiudizio e diffidenza che circonda da sempre le persone “diverse”. Soltanto il finale mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca…precipitoso e ininfluente sulla trama del racconto. Ma è solo un mio parere. Bravo!

    1. Vecchietto
      Vecchietto

      Grazie per il cortese commento. Si erano gemelli per il semplice motivo che
      l’unione fa la forza, come diceva un tizio tanti anni addietro e io, a quel tempo
      c’ero già. Un cordiale saluto dal vecchietto.

    2. Vecchietto
      Vecchietto

      Caro Federico, intervengo ancora per dirti di non tener conto della mia risposta di ieri: avevo la testa altrove. Ti chiedo scusa e, alla tua domanda sui due ragazzi, se erano gemelli, ti rispondo che li preferisco nati ognuno per conto
      suo. Buona giornata.